Berlusconi non va a puttane. Può provarlo, è fidanzato!
E finalmente abbiamo superato l’ultimo tabù. Quello di un Paese cattolico ma indecorosamente carente dal punto di vista dottrinale riguardo al logoro cavillo della fedeltà. Coniugale, certo, ma anche di coppia, essendo di massima vero che una volta assurti al lignaggio di fidanzati, previo, laddove si creda, scambio di simboli materiali e anulari, il dovere biblico dell’accoppiamento si fa biunivoco e pre-contrattuale. Il nostro Presidente del Consiglio dunque, ha chiarito l’arcano, il cavillo didascalico della fedeltà non è affatto logoro, di più, è inviolabile, il Paese cattolico, fatto salvo, ringrazia e tira un sospiro di sollievo, finalmente, dopo anni di ingiurie e insinuazioni a minacciarne l’integrità morale. Lo ha fatto ieri annunciando ufficialmente il suo fidanzamento, per via mediatica, come tipicamente si ufficializzano i fidanzamenti. E associando a questo la conseguenza più ovvia, l’esclusività d’uso del “talamo”. Dunque tutto chiarito, non può andare a mignotte, ha un rapporto stabile! (E poi perché andare a mignotte quando le mignotte possono venire a te. Ma questo è solo un inciso) Un giudice che non si accontenti di una prova così schiacciante a disarmo del castello di accuse costituito, è un uomo in malafede. E sarà pure il caso, nel caso, che la sua fede, cattiva, vada lavata, ossia segnalata alle pubbliche autorità vaticane competenti perché possa riaversi. Che altrimenti è un attimo a finire nell’infernale limbo della magistratura comunista, sempre pronta a vedere il marcio ovunque, perché spiritualmente sregolata e traviata.
Adesso però a me qualcuno lo deve spiegare come mai, considerato che la gran massa delle persone in Italia è fidanzata o addirittura sposata, il mercato della prostituzione è così dannatamente florido.
E sta bene, il presidente si è fidanzato. Ha un rapporto stabile di affetto. Non con il suo cane ma con una persona, lo chiarisce. Ha giusto settantacinque anni, l’età giusta per fidanzarsi. Il passo successivo, come per tutti i bravi fidanzati credenti d’Italia, sarà il matrimonio. Il terzo. In chiesa, naturalmente, perché Lui può. Anche se è separato, Lui può. Ha l’immunità per le alte cariche anche in chiesa, si sa, anzi soprattutto in chiesa, come ha più volte dimostrato partecipando, prima, durante e dopo la separazione dalla seconda moglie, ad ogni liturgia della celebrazione eucaristica, inclusa la più critica, quella nella quale, appunto, si dà riedizione dell’ultima cena. Poi, come è consuetudine per ogni bravo sposo novello credente d’Italia, darà al mondo nuova vita, in modo che la consacrazione dell’unione possa dirsi completa.
Berlusconi Silvio è un uomo di fede, è risaputo. Dunque non solo è continuamente dedito alle buone azioni, come giustamente ricorda nel suo video-messaggio, cosa che peraltro lo accomuna a buona parte degli imprenditori sparsi per il mondo, non solo nella sua carriera non si è prodigato ad assumere personale quanto si è dedicato a raccogliere disperati di strada, squattrinati e indebitati di ogni tipo, incluse sbandate extracomunitarie minorenni finite ingiustamente nelle grinfie di autorità malefiche, ma da buon cristiano, non appena si fidanza, in automatico, esclude ogni tentazione sessuale non interna alla coppia dal suo orizzonte quotidiano. Il suo repertorio di battute e motti divertenti riguardo al mondo femminile lo conferma. Fa di più, investe, come è tipico per l’uomo di fede, di un nodo sacrale e inviolabile il legame affettivo. Poi, siccome è uomo di fede sì, ma estroverso e caciarone, quando si fidanza apre le porte della sua casa come fa il Signore con quelle della sua Chiesa (che l’identificazione è forte) e insieme alla sua compagna accoglie nella sua dorata e umile dimora, quante più ne trova, giovani ragazze, fanciulle e altre miserrime creature in stato di “difficoltà”, bone come la Madonna l’ha fatte e qualcun’altro meno in alto ma più accorto rifatte, scosciate e scollacciate il giusto, come si conviene per una full-immersion culturale, compensando le loro sventure con ricche cene a base di pasticci filosofici e intrattenimenti di carattere politico-economico-finanziario. Per meglio prepararle ai concorsi pubblici che il destino metterà nelle loro strade, chiaramente. Certo. Il tutto coadiuvato da volenterosi dipendenti variamente titolati e da altrettanti uomini di comprovata…Fede, oltre che da una nota agenzia di spettacolo cui fa capo un signore per bene, di indubbio prestigio e garbato che risponde al nome di Lele Mora. Un altro perseguitato dalla giustizia, da salvare. Insomma, le ragazze sono tante, e una mano fa sempre comodo. Certo.
Le agenzie di spettacolo oggi fanno questo. Casting umanitari. Per puro spirito filantropico. Come cambia il mondo.
Berlusconi Silvio è un uomo d fede. È risaputo. E come è per tutti gli uomini di fede di questo Paese quando si fidanza non ce n’è per nessuno. Tutto si consuma all’interno delle mura domestiche.
Ma poi. Vogliamo dirlo? Non è una cosa tenera questo presidente che dà il suo annuncio rosa immerso nei colori chiari e rassicuranti di una casa che odora di famiglia e di buoni valori, con tanto di foto di figliolanze in bella vista, lì, un passo dietro alle spalle, e l’aureola sul capo, appena visibile, a chi è puro di cuore almeno quanto lui. Quasi mi veniva il magone. Nonostante di impurità cardiache non sia poi così sprovvista.
Mi ha convinto, ha convinto anche me, alla fine. Argomentazioni così oggettive, se ne sentono di rado. Non una ragione oppugnabile. Vorrei vedere. Come si fa. Poi. A non credere. Ad un uomo che si schermisce, timidamente, rapito da un’urgenza di morigerata riservatezza, nel pronunciarsi impegnato sentimentalmente, in un contesto così plateale, pubblico. Come si fa a non credergli. Quando lo confessa, con tanto di tono compassato, che “non avrebbe mai voluto dirlo per non dare un’esposizione mediatica”. Lui, che di esposizioni mediatiche sa appena qualcosa e comunque non ha certo fatto un lavoro. Solo una missione.
Video importato
Da “In nome del popolo italiano” di Dino Risi






E’ uno scenario molto amaro quello che si vive ultimamente nel nostro Paese… Siccome rispolveri il grande cinema italiano, mi piacerebbe arricchire questo post citando il film cult di Pier Paolo Pasolini “Salò o le 120 giornate di Sodoma” ; se guardi il film incarna ahimè qualcosa di molto “contemporaneo” una triste mercificazione dei corpi da parte del potere.
buonasera è da un po’ che non ci si sente…..
eccezionale come sempre, mi è piaciuto molto la lettura dell’articolo, con la giusta ironia senza trascendere nella facile volgarità, essendo questo argomento che si presta molto a riguardo.
Che dire? non so cosa che non sia già stato detto, essendo ciò argomento di maggior attualità……. se non dire che ognuno pianga dei propri mali, nel senso che è inutile fare “piazzate” in TV e poi lamentarsi che non si è trattati come qualsiasi altro cittadino italiano.
se hai seguito “Anno zero” avrai potuto ascoltare l’intervista a quelle ragazze che, se invitate, non si sarebbero fatti scrupoli a varcare la soglia della Villa di Berlusconi e disponibili a fare “tutto”….
Che squallore la vicenda di Berlusconi ma altrettanto squallore nelle dichiarazioni di quelle ragazze!
Sono passati mesi da questo post e comunque si continua a parlare di puttane.. Un saluto, e spero di risentirti presto nel blog.
Ciao Sonya, leggere i tuoi commenti nel blog è sempre un piacere, le tue riflessioni sono molto attente e profonde. E’ una dote che non molte persone hanno, saper cogliere il vero significato delle parole, e interpretando anche poche parole dare spazio alle parole mancanti. L’oppure semplicemente che dà titolo al blog è nato proprio per la volontà di alleggerire la realtà e rendere un po’ tutto quanto raccolto da un alone di nebbia e di poesia, lasciare che le parole delicatamente diano un senso a tutto quanto. Ed è stato così, che ogni volta, decido di cambiare l’aforisma sotto il titolo, citando poeti, pittori, cantanti, con delle frasi che in qualche modo rappresentino il blog in un dato periodo. Un blog in continua evoluzione, una vetrina in perenne allestimento. Spero di risentirti presto, e di leggerti nel tuo blog con un nuovo post, magari dedicato al governo Monti. Ciao
Un saluto
A presto